È stato pubblicato il nuovo Decreto Lavoro 2026 con numerose novità per imprese, cooperative e datori di lavoro privati. Il testo interviene su temi molto diversi tra loro: dalle assunzioni agli stipendi, fino alla gestione del TFR e al contrasto del caporalato digitale . Si configura come una “mini riforma” del lavoro.
Tra i punti più rilevanti del decreto ci sono i nuovi bonus per favorire l’occupazione, con misure dedicate all’assunzione di donne, giovani e lavoratori nelle aree ZES. Vengono inoltre introdotti incentivi per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e disposizioni pensate per migliorare la conciliazione tra vita privata e attività lavorativa.
Un altro capitolo importante riguarda il tema del “salario giusto”. Il decreto prevede infatti nuovi strumenti di monitoraggio delle retribuzioni, controlli sulla contrattazione decentrata e criteri più definiti per valutare l’adeguatezza salariale nei diversi settori.
Grande attenzione anche al contrasto del caporalato digitale e alla tutela dei lavoratori gestiti tramite piattaforme online. Le nuove norme introducono obblighi informativi più stringenti, rafforzano le tutele per i rider e intervengono sulla qualificazione dei rapporti di lavoro intermediati da strumenti digitali.
Il decreto contiene poi disposizioni in materia di Fondo di Tesoreria, TFR e pensioni, compresa la proroga dell’isopensione, misura utilizzata dalle imprese nei percorsi di accompagnamento alla pensione.
Per chi si applica tutto ciò? Ai rapporti di lavoro subordinato privato, compreso l’apprendistato, mentre restano esclusi i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
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