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TRASPARENZA RETRIBUTIVA E PARITÀ SALARIALE: AL VIA I NUOVI OBBLIGHI PER LE IMPRESE

Pubblicato il decreto che recepisce la direttiva europea sulla parità retributiva tra uomini e donne. Le imprese dovranno rafforzare trasparenza, criteri retributivi e sistemi di monitoraggio interno.

mercoledì 17 giugno 2026

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 96/2026, dal 7 giugno 2026 sono operative nuove disposizioni in materia di trasparenza retributiva e parità salariale tra uomini e donne. La normativa introduce obblighi che interessano l’organizzazione aziendale, la gestione delle risorse umane e le politiche retributive.

Tra le principali novità introdotte dal decreto:

Obbligo per le imprese di adottare criteri retributivi trasparenti e oggettivi. Le imprese dovranno quindi essere in grado di dimostrare che differenze salariali, inquadramenti, premi e progressioni economiche del personale siano basati su elementi verificabili, quali competenze, responsabilità, esperienza professionale e risultati conseguiti.

Si rafforza il diritto dei lavoratori ad accedere alle informazioni sulle retribuzioni. I dipendenti potranno richiedere dati relativi ai livelli retributivi medi, suddivisi per genere, delle persone che svolgono mansioni uguali o di pari valore. L'obiettivo è rendere più semplice l'individuazione di eventuali disparità salariali non giustificate.

Attenzione al monitoraggio del divario retributivo di genere. Le imprese saranno chiamate a raccogliere e analizzare informazioni sulle proprie politiche retributive, così da individuare tempestivamente eventuali criticità e adottare le necessarie misure correttive.

La normativa introduce un rafforzamento delle tutele contro le discriminazioni salariali. I lavoratori che segnalano possibili violazioni beneficiano di specifiche garanzie e di una maggiore protezione nel corso di eventuali procedimenti amministrativi o giudiziari.

Il decreto prevede un sistema sanzionatorio più incisivo. In presenza di violazioni accertate, le imprese possono essere soggette a sanzioni amministrative e, nei casi più rilevanti, alla perdita di benefici pubblici o all'esclusione da procedure di appalto e affidamento.

Per molte imprese sarà necessario avviare un percorso di verifica delle politiche retributive, dei sistemi di valutazione e dei criteri di crescita professionale, così da prevenire situazioni che possano generare disparità non giustificate.

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