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CONVERSIONE DEL DECRETO FISCALE: LE PRINCIPALI NOVITÀ

Dalla revisione delle regole IVA alle modifiche sul concordato preventivo biennale, passando per Transizione 5.0, iperammortamento e rottamazione. Ecco una panoramica delle principali novità introdotte dalla conversione del Decreto Fiscale.

mercoledì 1 luglio 2026

La Legge n. 88 del 22 maggio 2026 ha modifciato il Decreto Fiscale n. 38/2026. Ecco una panoramica delle principali novità di interesse.

IVA: nuove regole per le operazioni di permuta

Viene rivista la disciplina della base imponibile IVA nelle operazioni di permuta. Il valore dell'operazione sarà determinato sulla base del corrispettivo monetario indicato nel contratto, che non potrà comunque essere inferiore ai costi sostenuti per i beni o servizi ceduti. La norma disciplina anche il periodo transitorio, salvaguardando i comportamenti adottati dai contribuenti tra il 1° gennaio e il 23 maggio 2026 e prevedendo che non siano effettuati rimborsi o rettifiche dell'imposta già liquidata.

Iperammortamento esteso anche ai beni prodotti fuori dall'Unione Europea

Viene eliminato il vincolo che limitava l'agevolazione ai soli beni prodotti nell'Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. Dal 1° gennaio 2026 il beneficio potrà quindi essere riconosciuto anche per beni realizzati in Paesi extra UE, se destinati a strutture produttive situate in Italia.

Concordato preventivo biennale: nuove regole e proroga dei termini

Il provvedimento introduce diverse modifiche al concordato preventivo biennale.

Le principali:

  • il reddito proposto non potrà superare determinati limiti in funzione del punteggio ISA conseguito
  • le maggiorazioni derivanti dall'iperammortamento non rilevano nella determinazione del reddito concordato
  • il termine per aderire al concordato per il biennio 2026-2027 viene prorogato al 31 ottobre 2026

Credito d'imposta Transizione 5.0

Per le imprese che avevano già presentato domanda e ottenuto l'attestazione del GSE viene riconosciuto un credito d'imposta pari all'89,77% dell'importo richiesto. Il provvedimento introduce anche un contributo destinato agli investimenti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, comprendendo anche sistemi di accumulo e costi per le certificazioni tecniche.

Nuovo credito d'imposta per le imprese agricole

Le imprese agricole potranno beneficiare di un credito d'imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l'acquisto di gasolio e benzina utilizzati nelle attività agricole durante il mese di marzo 2026. L'agevolazione sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 e le modalità operative saranno definite con un successivo decreto ministeriale.

Rottamazione-quinquies: nuove cause di decadenza

Si chiarisce quando si perde il beneficio della definizione agevolata. Oltre ai casi di mancato o insufficiente pagamento la decadenza scatterà anche in presenza di un ritardo superiore a cinque giorni nel versamento dell'unica rata, oppure dell'ultima rata del piano di pagamento.

Tributi locali: arriva la definizione agevolata

Viene estesa la possibilità di aderire alla definizione agevolata anche ai carichi affidati dagli enti locali, purché questi abbiano deliberato l'adesione alla misura. La domanda potrà essere presentata tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, mentre il pagamento potrà avvenire in un'unica soluzione oppure fino a un massimo di 54 rate bimestrali.

Dividendi: eliminate le limitazioni introdotte dalla Legge di Bilancio

La legge elimina le restrizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 che subordinavano il regime agevolato sui dividendi e sulle plusvalenze al possesso di specifici requisiti dimensionali. Torna quindi applicabile la disciplina previgente, mantenendo l'esclusione del 95% ai fini IRES nei casi previsti dalla normativa.

Imposta di bollo sugli estratti conto

Per i soggetti diversi dalle persone fisiche aumenta l'imposta di bollo annuale sugli estratti conto bancari e postali, che passa da 100 a 118 euro per i documenti emessi dal 28 marzo 2026.

Pagamenti elettronici

Tra gli strumenti di pagamento che gli esercenti sono tenuti ad accettare viene espressamente inclusa anche la moneta elettronica, sostituendo il precedente riferimento alle carte prepagate e aggiornando così la disciplina sugli obblighi di accettazione dei pagamenti digitali.

 

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