Persone e Organizzazione

SPORT DILETTANTISTICO: CRESCERE SIGNIFICA STRUTTURARSI

11 Settembre 2026

Dalla gestione contabile al controllo di gestione, fino alla valutazione del passaggio da ASD a SSD. Rabitti: “consulenza integrale per un settore in cui cresce la complessità

Lo sport dilettantistico non è soltanto passione, volontariato e attività sul campo. Quando un’associazione cresce, aumenta anche la complessità della sua gestione: entrano in gioco bilanci, responsabilità, adempimenti, programmazione e scelte organizzative. È su questo terreno che si inserisce l’attività di B.More, che da anni affianca associazioni e società sportive, con una presenza particolarmente significativa nel territorio emiliano. Ce ne parla Cinzia Rabitti, responsabile B.More per i servizi e la consulenza alle realtà sportive.

Quali sono oggi le principali richieste che arrivano dal mondo sportivo?

“Seguiamo numerose associazioni sportive dilettantistiche e società sportive dilettantistiche. La necessità più evidente è quella di avere un supporto tecnico qualificato nella gestione quotidiana, ma anche di poter contare su un interlocutore quando una realtà cresce e deve prendere decisioni più strutturate”

Quando diventa opportuno valutare il passaggio da Associazione (ASD) a Società Sportiva Dilettantistica (SSD)?

“Non esiste una risposta uguale per tutti. Dipende dalle dimensioni della realtà, dal tipo di attività svolta e dalle prospettive di sviluppo. Il passaggio da ASD a SSD può rappresentare un’evoluzione organizzativa utile, soprattutto quando l’attività diventa più articolata, le responsabilità aumentano insieme alle esigenze organizzative. Per questo è importante fare prima un’analisi e capire se e quando questa scelta abbia davvero senso”

B.More può accompagna le società in questa fase?

“Effettuiamo un audit preliminare per analizzare la situazione e valutare l’eventuale evoluzione della struttura. L’obiettivo è aiutare la realtà sportiva a compiere una scelta consapevole, non semplicemente a gestire un adempimento”

Quali sono invece i servizi che offrite nella gestione ordinaria?

“Ci occupiamo di tutti gli aspetti: dall’assistenza per l’iscrizione e gli adempimenti legati al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (il RAS), fino alla consulenza fiscale e contabile. Ma il nostro intervento può andare oltre, con strumenti di controllo di gestione, pianificazione, budget e business plan

Anche nello sport dilettantistico, quindi, diventano importanti strumenti di programmazione economica?

“Assolutamente sì. Quando una polisportiva o un’associazione gestisce più attività, strutture e risorse, diventa fondamentale avere una visione chiara della propria situazione economica e delle prospettive future. Il controllo di gestione e la pianificazione servono proprio a questo: non soltanto a fotografare quello che è successo, ma a fornire elementi utili per decidere come muoversi”.

Professionalizzare la gestione significa però non perdere la vocazione sociale dello sport?

“Al contrario. Credo che una gestione più solida possa aiutare le associazioni a svolgere meglio la loro funzione sociale. Lo sport ha un valore enorme per le comunità, ma per poter continuare a garantire attività e servizi nel tempo ha bisogno anche di organizzazioni sostenibili e adeguatamente strutturate”.

Qual è il vostro ruolo all’interno di questo sistema?

B.More si concentra sui servizi e sulla consulenza. Mettiamo a disposizione competenze contabili, fiscali, amministrative e gestionali per accompagnare le realtà sportive nelle diverse fasi della loro attività. Con il mondo sportivo abbiamo forti convergenze valoriali, in quanto realtà radicata nel mondo cooperativo, in particolare uno sguardo che nota la capacità generativa delle attività che seguiamo e non solo i numeri del bilancio”

Il territorio emiliano, in questo senso, è un osservatorio privilegiato.

«Sì, qui siamo presenti sul territorio, seguiamo polisportive, associazioni sportive e realtà organizzate anche in forma cooperativa. Sono organizzazioni profondamente radicate nelle comunità e rappresentano una componente importante dell’economia sociale del territorio”

Qual è allora la sfida per le associazioni sportive nei prossimi anni?

“Essere capaci di crescere senza farsi trovare impreparate. La crescita porta con sé nuove opportunità, ma anche maggiore complessità. Per questo è importante non intervenire soltanto quando emerge un problema: bisogna programmare, verificare i numeri, valutare la propria struttura e capire per tempo quali strumenti servono. Anche nello sport dilettantistico, una buona organizzazione è una delle condizioni per poter guardare al futuro con fiducia”.

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