Nuove frontiere
WELFARE AZIENDALE, DE PIETRO: “SERVE UNA VISIONE INTEGRATA CON TERRITORIO E WELFARE PUBBLICO”
17 Settembre 2026
Il welfare aziendale non può ridursi a una piattaforma di servizi o a un’integrazione della retribuzione. Per essere davvero efficace deve entrare in una strategia più ampia di valorizzazione delle persone, capace di rafforzare appartenenza, coesione e qualità delle relazioni nel contesto lavorativo.
È uno dei temi al centro dell’intervista a Oreste De Pietro, responsabile dell’Area Welfare e Politiche per i soci di Confcooperative Terre d’Emilia, pubblicata nel numero di settembre di Voci di Valore.
De Pietro sottolinea anzitutto l’importanza del coinvolgimento diretto di lavoratrici e lavoratori nella costruzione dei piani di welfare. Ascolto preliminare, monitoraggio periodico e capacità di aggiornare le misure nel tempo sono elementi decisivi per evitare che gli strumenti disponibili restino poco utilizzati o non rispondano ai bisogni reali delle persone.
Il ruolo della cooperazione sociale
Un altro passaggio centrale riguarda il contributo del Terzo settore e della cooperazione sociale.
Secondo De Pietro, queste realtà non devono essere considerate soltanto come erogatrici di servizi, ma possono svolgere un ruolo più ampio nell’aggregazione dei bisogni, nella progettazione degli interventi e nella costruzione di partenariati tra imprese, Pubblica Amministrazione, organizzazioni sindacali e altri attori del territorio.
In questa prospettiva, il welfare aziendale diventa una componente di un sistema più ampio di welfare territoriale, nel quale co-programmazione e co-progettazione possono contribuire a rendere le misure più vicine ai bisogni delle persone e delle comunità.

Welfare aziendale e welfare pubblicoL’intervista affronta anche il tema dell’integrazione tra welfare aziendale e welfare pubblico.
Uno dei problemi più rilevanti resta infatti il cosiddetto “non-take-up”: bonus, agevolazioni e misure di sostegno che cittadini e lavoratori non utilizzano perché non ne conoscono l’esistenza o perché incontrano difficoltà nelle procedure di accesso.
Il luogo di lavoro può diventare, secondo De Pietro, uno spazio privilegiato per informare, orientare e accompagnare le persone nell’accesso alle opportunità disponibili, combinando strumenti digitali e servizi di prossimità.
La prospettiva è quella di un welfare aziendale che non si limiti più a offrire benefit aggiuntivi, ma diventi anche uno strumento di orientamento verso l’intero sistema di protezione sociale.
Un approccio che mette al centro relazioni, mutualità e partecipazione e che richiama direttamente i valori e il ruolo della cooperazione nei territori.
Secondo me il taglio giusto è questo: meno “riassunto dell’intervista” e più welfare aziendale come pezzo del welfare territoriale, perché è la parte più distintiva rispetto alle solite news sui benefit