Persone e Organizzazione
EMILIA-ROMAGNA, LA DOMANDA DI LAVORO RESTA ALTA: COMPETENZE E ATTRATTIVITÀ I NODI DA SCIOGLIERE
02 Ottobre 2026
Per il mese di settembre le imprese dell’Emilia-Romagna hanno programmato 47.740 nuovi ingressi lavorativi. Il dato Excelsior conferma una domanda di lavoro sostenuta, ma anche un mercato sempre più selettivo, nel quale attrarre e trattenere le competenze giuste resta una delle principali sfide per le imprese.
Gli ingressi lavorativi previsti nel mese di settembre in Emilia Romagna erano pari all’8,4% del totale nazionale. È il quadro delineato dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, sulla base delle rilevazioni effettuate nei mesi precedenti presso le imprese della Camera di Commercio della Romagna. Una fotografia che conferma comunque una domanda di lavoro ancora sostenuta, ma anche un mercato sempre più selettivo. A livello nazionale, la difficoltà di reperimento dei profili ricercati si attesta intorno al 44%. In Emilia-Romagna, inoltre, le imprese segnalano una crescente richiesta di competenze evolute: il 79% delle posizioni richiede abilità legate alla gestione e al risparmio energetico, il 61% competenze digitali evolute, mentre tra le soft skill emergono flessibilità e adattamento nel 96% dei casi, lavoro di squadra nell’86% e problem solving nell’81%.
Non basta trovare persone: servono competenze
Il quadro emerso dalle rilevazioni è chiaro: per molte imprese il problema non è soltanto aprire nuove posizioni, ma riuscire a trovare professionalità coerenti con le proprie necessità. La difficoltà di reperimento dipende da più fattori: carenza di candidati in ruoli specifici, mismatch tra competenze disponibili e competenze richieste, evoluzione rapida dei mestieri e crescente domanda di professionalità tecniche e digitali. Assumere quindi non è più questione di “scegliere la persone giusta” ma diventa sempre più un complesso tema organizzativo.

«Quando quasi un profilo su due è difficile da reperire, la ricerca del personale non può più essere separata dalla strategia aziendale. Le imprese devono rafforzare la propria attrattività, comprendendo il nuovo approccio dei candidati al mercato del lavoro e intercettandone le esigenze. Occorre creare condizioni che migliorino la capacità non solo di attrarre, ma anche di trattenere le persone, investendo strategicamente nella loro crescita», osserva Marco Coralli, responsabile Consulenza e Gestione Risorse Umane di B.More.
Il caso di Bologna
Anche il dato territoriale ha confermato la pressione sul mercato del lavoro. Per il mese di settembre, a Bologna erano previste 12.150 entrate, ma il dato sulla difficoltà di reperimento si attesta al 48,8%, quindi quasi un profilo su due. Un elemento particolarmente significativo per un territorio caratterizzato da un tessuto produttivo diversificato e da una forte domanda di competenze tecniche, specialistiche e organizzative.
Dalla selezione alla capacità di trattenere le persone
In questo scenario, retribuzione, welfare, flessibilità, formazione, qualità manageriale, chiarezza dei ruoli e opportunità di crescita diventano leve sempre più importanti. La capacità di un’impresa di essere scelta non dipende più soltanto dalla singola posizione aperta, ma dall’esperienza complessiva che è in grado di offrire alle persone.
Per questo B.More affianca le imprese nella definizione dei fabbisogni organizzativi e professionali, nella gestione e valorizzazione delle risorse umane e nella costruzione di modelli capaci di rafforzare attrattività, sviluppo delle competenze e continuità nel tempo.
In un mercato del lavoro nel quale le competenze sono sempre più difficili da trovare, il vantaggio competitivo passa anche dalla capacità di costruire organizzazioni nelle quali le persone possano entrare, crescere e scegliere di restare.
Fonte: Sistema informativo Excelsior, Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, settembre 2026.