Bandi e Opportunità
CYBERSECURITY, CRESCONO I REATI INFORMATICI A BOLOGNA, MODENA E REGGIO EMILIA: B.MORE E NODE RAFFORZANO LA PARTNERSHIP PER LE PMI
28 Settembre 2026
La cybersecurity è sempre meno un tema esclusivamente tecnico e sempre più una questione di continuità aziendale, organizzazione e tenuta delle filiere produttive. I dati territoriali restituiscono un quadro chiaro: nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia i reati informatici sono sensibilmente cresciuti negli ultimi anni.
A Bologna nel 2024, secondo gli ultimi dati provinciali disponibili, sono state registrate 7.106 denunce, il dato più alto tra le province emiliano-romagnole, con una crescita del 47,3% rispetto al 2019.
A Modena le denunce sono state 3.459, con un aumento del 68%, il più elevato tra le province dell’Emilia-Romagna.
A Reggio Emilia, invece, le denunce hanno raggiunto quota 2.260, con una crescita del 53,3% rispetto al 2019, superiore alla media regionale.
I Numeri confermano che la sicurezza informatica non può più essere considerata un fatto tecnico settoriale, ma una componente strutturale dell’attività d’impresa. Eppure solo il 16% delle PMI ha una maturità cyber adeguata.
La partnership fra NODE e B.More nasce proprio con l’obiettivo di rendere più accessibili alle imprese competenze, strumenti e soluzioni per la prevenzione, la gestione degli incidenti e il ripristino dell’operatività.
«La cybersecurity non può più essere considerata una risposta emergenziale da attivare solo dopo un attacco. Occorre lavorare prima sulle vulnerabilità, sui processi e sulla preparazione delle persone, in modo che l’impresa sia in grado di prevenire, reagire e tornare operativa nel minor tempo possibile», spiega Sabrina Poli, responsabile Area IT di B.More.


150 milioni per Cloud e Cybersecurity
In questo scenario si inserisce il Voucher Cloud & Cybersecurity, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il supporto di Invitalia.
La misura mette a disposizione 150 milioni di euro per sostenere gli investimenti di PMI e lavoratori autonomi in soluzioni cloud e cybersecurity. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, da un minimo di 4mila euro fino a un massimo di 20mila euro per impresa.
Le risorse pubbliche possono quindi rappresentare una leva concreta per aiutare le imprese a rafforzare la propria infrastruttura digitale e ridurre l’esposizione al rischio.
«La sicurezza dei dati non riguarda soltanto la singola impresa. Proteggere un’azienda significa contribuire alla sicurezza delle sue relazioni economiche, delle filiere e dell’intero tessuto produttivo locale. Investire in cybersecurity significa quindi investire anche nella resilienza del territorio», aggiunge Poli.
B.More e NODE puntano così a diffondere nelle PMI una cultura della sicurezza fondata non solo sulla tecnologia, ma anche su prevenzione, organizzazione e capacità di risposta, affinché la cybersecurity diventi una componente ordinaria della gestione d’impresa.