Nuove frontiere
RETRIBUZIONI E TALENTI: L’EMILIA-ROMAGNA AI PRIMI POSTI IN ITALIA, MA LE SFIDE RESTANO NUMEROSE
09 Ottobre 2026
Il Geography Index 2026 di JobPricing colloca l’Emilia-Romagna al quinto posto in Italia per Retribuzione Globale Annua media. Bologna, Modena e Reggio Emilia sono tutte ai vertici nazionali, ma nell’ultimo decennio la crescita delle retribuzioni non ha compensato quella dei prezzi.
L’Emilia-Romagna parte da una posizione forte sul fronte retributivo. Secondo il Geography Index 2026 di JobPricing, la regione si colloca al 5° posto in Italia, con una Retribuzione Globale Annua media di 34.295 euro.
La RGA comprende sia la componente fissa sia quella variabile della retribuzione e offre quindi una fotografia più completa del valore economico complessivo riconosciuto al lavoratore. Il dato territoriale è particolarmente significativo:
Bologna è 5ª in Italia, con una RGA media di 35.956 euro.
Modena è 10ª, con 34.939 euro.
Reggio Emilia è 13ª, con 34.383 euro.
I Tre territori si collocano tutti nella fascia alta della graduatoria nazionale.
Retribuzioni in crescita, ma meno dell’inflazione Il quadro cambia però quando si guarda all’evoluzione nel tempo.Tra il 2015 e il 2025, in Emilia-Romagna le retribuzioni sono cresciute dell’11,7%, mentre l’inflazione è aumentata del 22,5%.Il differenziale è quindi di -10,7 punti percentuali: la crescita delle retribuzioni non è riuscita a compensare l’aumento dei prezzi.Il tema resta attuale anche oggi, in un contesto in cui il costo della vita continua a esercitare pressione sui bilanci familiari e sulle aspettative dei lavoratori..

La politica retributiva diventa una leva di competitività
Per le imprese il tema non riguarda più soltanto “quanto pagare”, ma come costruire una proposta complessiva capace di essere percepita come attrattiva e sostenibile. Retribuzione, flessibilità, organizzazione del lavoro, opportunità di crescita, formazione, welfare e qualità manageriale concorrono tutte a definire l’esperienza che un’impresa offre alle proprie persone.
«Oggi il tema non è soltanto definire quanto riconoscere alle persone, ma governare in modo consapevole il sistema che genera le retribuzioni. La politica retributiva nasce infatti dall’organizzazione: da come sono progettati ruoli e responsabilità, da come si riconoscono competenze, contributi e risultati e da quali opportunità di crescita vengono offerte. Per questo l’organizzazione deve essere pensata fin dall’inizio per generare valore per le persone che vi collaborano, combinando in modo coerente retribuzione diretta, welfare, sviluppo professionale, flessibilità e qualità manageriale. Solo così è possibile costruire una proposta di valore attrattiva, equa e sostenibile, capace di rafforzare nel tempo il legame tra persone e impresa», osserva Marco Coralli, responsabile Consulenza e Gestione Risorse Umane di B.More.
Non solo retribuzione diretta
È proprio qui che entrano in gioco strumenti spesso ancora poco utilizzati. Se ben gestito il welfare aziendale, anche attraverso le agevolazioni fiscali previste dalla normativa, può integrare la componente economica e contribuire a migliorare concretamente il valore percepito della retribuzione. Ciò non significa sostituire gli aumenti salariali con una sommatoria di benefit casuali, ma essere consapevoli del contesto in cui si opera sia per quanto riguarda le sfide, sia per quanto riguarda le leve da poter utilizzare a beneficio dell’organizzazione. Perché oggi la competizione per i talenti passa anche dalla capacità di mettere insieme in modo coerente retribuzione, organizzazione, welfare, crescita professionale e qualità del lavoro.
B.More affianca le imprese proprio su questo terreno, aiutandole a leggere i propri fabbisogni organizzativi e a costruire politiche HR capaci di rafforzare attrattività, retention e valorizzazione delle persone.