Persone e Organizzazione
PREVENZIONE IN AZIENDA: CON ANT IL WELLBEING DIVENTA CONCRETO
13 Ottobre 2026
La prevenzione entra direttamente nei luoghi di lavoro. Da tre anni B.More e Confcooperative Terre d’Emilia, in collaborazione con Fondazione ANT Franco Pannuti ETS, promuovono campagne gratuite di screening dedicate al personale, con l’obiettivo di rendere la prevenzione più semplice, accessibile e compatibile con la vita lavorativa.
Fondazione ANT ha una storia cinquantennale nell’assistenza medico-specialistica gratuita a domicilio ai malati di tumore e promuove programmi gratuiti di prevenzione oncologica. Tra questi rientrano progetti dedicati, tra gli altri, a melanoma, tiroide, mammella e altri ambiti di diagnosi precoce. La collaborazione con ANT è iniziata nel 2024 e si inserisce nel Piano di Wellbeing aziendale come iniziativa pensata per offrire un beneficio concreto ai dipendenti.
«A volte le iniziative di wellbeing si traducono in progetti astratti che non vengono percepiti con un benefit reale. Il nostro intento era invece quello di proporre una forma concreta di cura alla persona. Portare la prevenzione direttamente in ufficio significa permettere anche a chi tende a rimandare una visita di poterla fare senza dover sacrificare il proprio tempo libero, con un servizio gratuito e durante l’orario di lavoro», spiega Francesca Mirri, Area Risorse Umane di B.More.
Tre anni di prevenzione
La prima campagna è stata dedicata alla prevenzione dei tumori della pelle, la seconda alla tiroide, mentre quest’anno l’attenzione è tornata sul melanoma.
Le visite vengono organizzate direttamente nelle diverse sedi B.More, sulla base del numero dei dipendenti. Attraverso una piattaforma di prenotazione online, ciascuno può scegliere autonomamente il proprio appuntamento: in circa venti minuti viene effettuata una vera visita specialistica, con apertura della cartella clinica e presenza del medico ANT. Gli ambulatori mobili della Fondazione consentono, infatti, di portare sul territorio diversi programmi di prevenzione, tra cui proprio melanoma e tiroide.
« La risposta del personale è cresciuta anno dopo anno. All’inizio c’era naturalmente un po’ più di prudenza. Poi, una volta compreso il valore dell’iniziativa, le adesioni sono aumentate fino ad arrivare rapidamente al sold out. La cosa più significativa è che in alcuni casi gli screening hanno effettivamente evidenziato situazioni che hanno richiesto ulteriori approfondimenti o l’asportazione di nei: per alcune persone è stata la prima vera occasione di prevenzione e il beneficio è diventato immediatamente tangibile».
Negli anni precedenti le campagne sono state accompagnate anche da momenti informativi dedicati alla sensibilizzazione ai temi della prevenzione e all’importanza dei controlli periodici.


Oltre la retribuzione: il valore del Total Reward
L’iniziativa si inserisce in una riflessione più ampia sul valore riconosciuto alle persone. In un contesto in cui non sempre è possibile intervenire rapidamente sulla componente salariale, soprattutto in sistemi contrattuali complessi, costruire un ambiente di lavoro capace di offrire strumenti di benessere reale diventa parte della politica di Total Reward.
«La retribuzione resta naturalmente centrale, ma non esaurisce il rapporto tra organizzazione e persone. Possiamo lavorare anche su ciò che rende concretamente migliore l’esperienza lavorativa: salute, ascolto, supporto nei momenti delicati, tempo risparmiato e accesso a servizi che altrimenti avrebbero un costo o richiederebbero lunghe attese. È questo che intendiamo quando parliamo di wellbeing: creare un ambiente nel quale la persona si senta realmente considerata e accompagnata».
Accanto alle campagne di prevenzione oncologica, il Piano di Wellbeing comprende, infatti, anche altri strumenti di supporto, come colloqui con coach professionisti in occasione del rientro dopo malattie importanti, lutti o lunghi periodi di assenza. L’obiettivo è costruire un sistema che guardi alla persona in modo più ampio, combinando retribuzione, welfare, ascolto e qualità della vita lavorativa.
Un welfare che si percepisce davvero
Uno dei rischi dei piani di welfare aziendale è quello di tradursi in servizi poco utilizzati o lontani dai bisogni reali. Le campagne di screening rappresentano invece un esempio di welfare immediatamente comprensibile e misurabile: evitano spostamenti, riducono tempi di attesa o costi ingenti, non sottraggono tempo personale e possono contribuire concretamente alla diagnosi precoce. A questo si aggiunge il valore della collaborazione con una realtà come Fondazione ANT, che da anni lavora sul territorio nei campi dell’assistenza e della prevenzione oncologica gratuita.
Per B.More, il punto è proprio questo: creare un sistema di Total Reward capace di integrare retribuzione, benessere, ascolto e attenzione alla persona. Perché prendersi cura dei dipendenti significa anche creare le condizioni perché possano lavorare meglio, con maggiore serenità e con la percezione concreta di appartenere a un’organizzazione che riconosce il loro valore