Nuove frontiere
DISTRETTI INDUSTRIALI, UNA PIATTAFORMA DA CUI COSTRUIRE IL FUTURO
24 Agosto 2026
Il nuovo Rapporto Annuale sui Distretti Industriali di Intesa Sanpaolo conferma la solidità di un modello che continua a sostenere radicamento e coesione sociale, competitività, redditività ed export. Per affrontare innovazione, ricambio generazionale e instabilità dei mercati, alle imprese serve però una capacità strategica sempre maggiore.a.
I distretti industriali non appartengono al passato. Continuano a rappresentare uno dei principali motori competitivi dell’economia italiana, capaci di coniugare specializzazione produttiva, radicamento territoriale e presenza sui mercati internazionali. A confermarlo è il nuovo Rapporto Annuale di Intesa Sanpaolo, che restituisce l’immagine di un sistema produttivo tutt’altro che superato.
I dati mostrano performance economiche solide: negli ultimi tre anni la patrimonializzazione delle imprese distrettuali è cresciuta dal 30% al 36,6%, mentre la redditività ha raggiunto l’8%. Ancora più significativo è il contributo alla proiezione internazionale del Made in Italy: l’85% del surplus manifatturiero italiano nasce proprio nei distretti, laddove si sono costruite e sedimentate negli anni competenze, relazioni collaborative, innovazione di prodotto e di processo.
Si tratta di una realtà che B.More conosce da vicino, grazie al lavoro svolto quotidianamente al fianco delle imprese delle principali filiere agroalimentari emiliane.
Nel lattiero-caseario reggiano, il Rapporto prende in esame 87 imprese che hanno registrato una crescita del fatturato del 15% nel triennio. Il distretto ortofrutticolo, composto da 158 imprese, ha invece raggiunto un incremento prossimo al 13%.
Numeri che testimoniano la solidità di ecosistemi produttivi profondamente legati ai propri territori, ma capaci allo stesso tempo di innovare, competere e costruire valore sui mercati.
«La forza dei distretti agroalimentari emiliani nasce da competenze, relazioni e capacità imprenditoriali consolidate nel tempo. B.More lavora da molti anni al fianco delle aziende di queste filiere: una partnership di lunga durata che ci ha permesso di conoscerne da vicino i processi, le esigenze e le trasformazioni. Oggi il nostro compito è mettere questa esperienza al servizio delle imprese affiancandole nelle decisioni strategiche del prossimo ciclo di sviluppo», sottolinea Vanni Ceccardi, amministratore delegato di B.More.
La solidità raggiunta non elimina infatti le sfide che attendono imprese e territori. Il Rapporto individua alcuni passaggi decisivi: cogliere le opportunità offerte dall’innovazione e dall’intelligenza artificiale, accompagnare il passaggio generazionale coinvolgendo nuove leve imprenditoriali e reagire a uno scenario geopolitico instabile attraverso una maggiore capacità di riposizionamento sui mercati.
Sono trasformazioni che non possono essere affrontate soltanto attraverso interventi occasionali. Richiedono una visione complessiva dell’impresa, una lettura tempestiva dei cambiamenti e la capacità di tradurre gli scenari in scelte concrete.
Per supportare aziende ed ecosistemi imprenditoriali davanti a questa crescente complessità, B.More ha avviato un servizio di consulenza direzionale dedicato alla dimensione strategica delle decisioni d’impresa. L’obiettivo è affiancare gli imprenditori nella definizione delle priorità, nella valutazione delle opportunità e nella costruzione di percorsi di crescita coerenti con l’identità e le caratteristiche dell’azienda.
Perché i distretti non rappresentano soltanto una storia di successo del passato. Sono una piattaforma produttiva, economica e territoriale dalla quale costruire il prossimo capitolo dell’economia italiana.
