Nuove frontiere
INTERVISTA A SABRINA POLI RESPONSABILE IT B.MORE«L’IA NON È MAGIA, MA UN SUPPORTO DA SFRUTTARE»
24 Agosto 2026
Sabrina Poli, Responsabile IT B.more risponde a Il Resto del Carlino sul tema Intelligenza Artificiale: “Uno strumento quotidiano a disposizione delle imprese e del terzo settore”
B.more porta l’intelligenza artificiale nelle Rsa e nei centri d’accoglienza
Portare l’intelligenza artificiale oltre al mondo tech, per renderla uno strumento quotidiano a disposizione delle imprese del territorio, delle Pmi e delle organizzazioni del Terzo Settore. È questa la direzione nella quale si sta muovendo B.More, società di consulenza e servizi per l’impresa attiva fra Bologna, Modena e Reggio Emilia, che sta costruendo una nuova offerta dedicata alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale e alla realizzazione di agenti intelligenti, progettati sui bisogni delle imprese.
«L’obiettivo è trasformare l’AI da tecnologia percepita come complessa o distante in uno strumento operativo, capace di intervenire sui processi quotidiani delle organizzazioni: dalla loro analisi alla semplificazione, dall’automazione alla formazione delle persone, fino alla valorizzazione dei dati e alla costruzione di sistemi e applicativi dedicati», spiega Sabrina Poli, responsabile dell’area It di B.More. «Per questo – continua – stiamo lavorando a offerte specifiche per singoli settori e singole filiere, con l’idea di partire dalla conoscenza dei processi e delle esigenze per costruire strumenti comprensibili».
Il primo ambito nel quale l’offerta sta arrivando sul mercato è quello del sociale e dei servizi alla persona, un settore nel quale B.More può mettere a disposizione competenze specifiche maturate nel tempo. Tra i primi destinatari dell’offerta ci sono, per esempio, le strutture di accoglienza e residence per anziani, dove l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per intervenire sull’organizzazione e sull’ottimizzazione dei processi.
L’ambizione del progetto però, è ancora più ampia e riguarda il mondo del sociale nel suo complesso, comprese le numerose organizzazioni del Terzo Settore che hanno bisogno di innovare senza necessariamente disporre delle strutture e delle risorse delle grandi aziende.
«Abbiamo deciso di partire dal sociale perché è tra gli ambiti che maggiormente faticano a dotarsi di strumenti tecnologicamente avanzati, intendiamo portare l’AI e gli agenti intelligenti all’economia sociale del nostro territorio – continua –. La tecnologia può essere un supporto non solo in termini di competitività ed efficienza economica, ma anche per liberare tempo ed energie per offrire servizi migliori alla persona. All’umano rimane più tempo per dedicarsi alle attività di cura che fanno la differenza in termini di qualità del servizio».
Ma come farlo? «Il punto di partenza – sottolinea Poli – è capire come funziona quell’organizzazione, quali dati produce e possiede già e come questi possano essere trasformati in informazioni utili all’attività».
«L’IA libera tempo agli umani, che possono dedicarsi ai servizi per le persone e alle attività di cura»
«Datificazione» significa organizzare il flusso dei dati di cui le realtà dispongono già, ma che non sono in grado di valorizzare. Il nostro lavoro parte quindi dall’analisi dei processi e delle questioni operative, per capire come intervenire. Organizzare i dati, trasformarli in informazioni. Integrarli nei processi e, dove serve, introdurre strumenti per agire autonomamente su queste informazioni.
Su questa base B.More guarda anche alla creazione di agenti intelligenti, sistemi costruiti per mettere a valore dati e processi all’interno dell’organizzazione.
«Vogliamo superare il senso “magico” dell’AI. Occorre un’intelligenza umana che comprenda l’AI e che sappia trarne vantaggio» è la sintesi a cui Poli e il suo team mirano a condurre imprese ed enti. Per questo la formazione delle persone rappresenta una componente essenziale dell’offerta: l’obiettivo è abilitare, ossia creare all’interno delle organizzazioni le competenze necessarie per utilizzare gli strumenti in modo consapevole.
La strategia di B.More prevede di sviluppare progressivamente soluzioni AI dedicate a settori e filiere: «stiamo lavorando anche nell’ambito agroalimentare, a partire dalla filiera vitivinicola e casearia, insieme ai colleghi esperti dell’area», sottolinea Poli.
Per rafforzare le competenze, B.More svolge attività interne di sperimentazione e formazione avanzata, lavorando anche in partnership con Node, società informatica di riferimento di Confcooperative, sulle competenze legate alla programmazione. Una collaborazione voluta da Regione Emilia-Romagna come ponte tra i supercalcolatori del Tecnopolo Dama e tessuto produttivo, e che permette di formare esperti e partner e soci.

