Nuove frontiere
INTELLIGENZA ARTIFICIALE, IL MERCATO CRESCE DEL 50%: LA SFIDA ORA È TRASFORMARLA IN VALORE PER LE IMPRESE
18 Settembre 2026
Il mercato italiano dell’Intelligenza Artificiale ha raggiunto 1,8 miliardi di euro. Ma alla rapida diffusione delle tecnologie non sempre corrisponde una strategia capace di trasformarle in produttività, efficienza e nuovi modelli organizzativi. Inoltre tra grandi aziende e PMI il divario resta significativo*.
L’Intelligenza Artificiale continua a crescere a ritmi molto elevati e sta entrando sempre più profondamente nell’organizzazione delle imprese italiane.
Secondo i dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano dell’AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. Il 71% delle grandi imprese ha già avviato almeno un progetto di Intelligenza Artificiale e la domanda di competenze specifiche negli annunci di lavoro è aumentata del 93%.
Anche l’automazione intelligente dei processi sta entrando progressivamente nelle organizzazioni: il 62% delle grandi aziende utilizza almeno una tecnologia di automazione.
Numeri che mostrano un’evidente accelerazione, ma dietro alla crescita emergono due questioni decisive per il futuro delle imprese.
- Utilizzare l’AI è diverso da utilizzare l’AI con una strategia
Acquistare uno strumento o sperimentare una nuova applicazione non significa necessariamente avere avviato una vera trasformazione.
Solo una quota ancora limitata delle imprese che hanno adottato soluzioni di Intelligenza Artificiale le utilizza su larga scala all’interno di una strategia chiaramente definita. Lo stesso Osservatorio sottolinea come la trasformazione strutturale delle organizzazioni sia ancora limitata e richieda dati organizzati, competenze diffuse e una cultura aziendale aperta alla sperimentazione.
La questione, quindi, non è semplicemente quale tecnologia adottare, ma capire quali processi ripensare, quali dati valorizzare e quali risultati si vogliono ottenere.


Il divario tra grandi imprese e PMI
Il secondo elemento riguarda la distanza che continua a separare le aziende più strutturate dalle piccole e medie imprese.
Nelle PMI l’adozione dell’AI resta ancora contenuta, nonostante una parte significativa del tempo lavorativo sia assorbita da attività ripetitive e a basso valore aggiunto. Una larga maggioranza delle piccole e medie imprese non investe ancora nell’Intelligenza Artificiale né prevede di farlo nel breve periodo.
Il dato è particolarmente significativo perché proprio nelle organizzazioni più piccole automazione, analisi dei dati e strumenti intelligenti potrebbero contribuire a recuperare tempo, semplificare attività e rendere disponibili competenze che difficilmente possono essere internalizzate attraverso strutture dedicate.
Il Politecnico rileva inoltre che, tra le PMI, le sperimentazioni interessano il 15% delle medie imprese e il 7% delle piccole, mentre un ulteriore 20% sta valutando l’avvio di progetti nel breve periodo.
Sabrina Poli, Responsabile IT di B.More, sottolinea la necessità di cambiare prospettiva: “La trasformazione non parte dalla tecnologia, ma dall’organizzazione. Non esiste una soluzione di AI adatta indistintamente a tutte le imprese: occorre innanzitutto comprendere i processi aziendali. Quali informazioni sono disponibili ma non vengono utilizzate? Quali attività ripetitive possono essere semplificate? In quali funzioni l’AI può migliorare concretamente il lavoro delle persone? Quali attività assorbono tempo senza creare valore? Da queste domande dipende il passaggio dalla sperimentazione alla trasformazione. Solo allora la tecnologia può diventare un vero motore di efficienza e sviluppo, anziché l’ennesima applicazione adottata senza una strategia”.
Soluzioni costruite sui processi e sulle filiere
È su questo approccio che B.More, insieme ai propri partner, sta sviluppando la propria offerta dedicata all’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo non è proporre strumenti standardizzati, ma costruire soluzioni personalizzate a partire dai processi reali dell’organizzazione, combinando competenze tecnologiche e conoscenza dei singoli settori e delle filiere.
Analisi dei processi, organizzazione e valorizzazione dei dati, automazione delle attività, formazione delle persone e sviluppo di strumenti dedicati diventano così parti di uno stesso percorso. Perché la sfida non è semplicemente introdurre l’Intelligenza Artificiale, ma integrarla in maniera efficace nel funzionamento quotidiano dell’impresa. B.More affianca le aziende in questo percorso con soluzioni costruite sulle caratteristiche e sugli obiettivi specifici di ogni organizzazione.
Parliamone. Scopri come l’Intelligenza Artificiale può diventare uno strumento concreto per la tua impresa.
*Fonte dati: Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, “Il mercato dell’AI in Italia cresce del 50% nel 2025, 1,8 mld di euro”, febbraio 2026